Come scegliere il relatore della tesi
Il relatore giusto ti accompagna fino alla proclamazione; quello sbagliato trasforma la tesi in una corsa a ostacoli. Ecco come individuarlo, contattarlo e capire in anticipo se fa per te.
Il relatore della tesi è il docente con cui lavorerai per mesi: approva l'argomento, corregge i capitoli e ti presenta alla commissione. Una scelta fatta bene ti fa risparmiare settimane di attese e riscritture; una scelta affrettata può allungare i tempi di laurea anche di una sessione intera. In questa guida trovi i criteri per valutare i docenti del tuo corso, il momento giusto per muoverti, come scrivere la prima email e cosa fare se il rapporto non decolla.
Cosa fa davvero il relatore (e cosa non fa)
Prima di scegliere, conviene sapere cosa aspettarsi. Il relatore approva l'argomento e l'indice, suggerisce la bibliografia di partenza, corregge i capitoli che gli consegni e autorizza il deposito finale. In sede di discussione presenta il tuo lavoro alla commissione e, di norma, propone gli eventuali punti aggiuntivi sul voto di laurea.
Quello che il relatore non fa: non scrive al posto tuo, non cerca le fonti per te, non ti ricorda le scadenze amministrative e non rilegge dieci bozze dello stesso paragrafo. La qualità della stesura resta responsabilità tua. Nelle tesi magistrali e sperimentali spesso compare anche il correlatore: un secondo docente (o un dottorando) che segue la parte tecnica del lavoro e ti dà feedback più frequenti del relatore stesso.
Parti da te: che tesi vuoi scrivere?
Il relatore giusto dipende dal tipo di lavoro che hai in mente. Prima di guardare i nomi, rispondi a tre domande:
- Compilativa o sperimentale? Una tesi compilativa richiede un docente che conosca bene la letteratura del settore; una tesi sperimentale richiede un relatore con un laboratorio, dati o casi studio a cui darti accesso.
- Quale area tematica? Non serve il titolo esatto, ma almeno il perimetro: diritto del lavoro o diritto penale? Marketing o finanza? Più il tema è definito, più è facile capire a chi rivolgersi.
- Quanto tempo hai? Se lavori o hai una sessione precisa in mente, un relatore con tempi di risposta lunghi è un rischio concreto, anche se è il massimo esperto del tema.
Se il tema è ancora vago, butta giù una bozza di scaletta: ti aiuta a presentarti con le idee chiare. Su come impostarla trovi una guida dedicata all'indice della tesi.
Individua i docenti coerenti con il tuo argomento
Il primo filtro è la competenza. Per capire di cosa si occupa davvero un docente, non fermarti al nome dell'insegnamento:
- Sito del dipartimento: quasi tutti gli atenei pubblicano la pagina personale di ogni docente con aree di ricerca e temi di tesi proposti.
- Pubblicazioni recenti: cerca il nome su Google Scholar o ResearchGate. Gli articoli degli ultimi anni ti dicono su cosa sta lavorando adesso, che è più utile di ciò che insegnava dieci anni fa.
- I tuoi esami: un docente con cui hai sostenuto un esame andato bene è un candidato naturale. Ti conosce già, e tu conosci il suo modo di ragionare e di valutare.
Non guardare solo i professori ordinari: anche ricercatori e professori associati possono fare da relatori nella maggior parte dei corsi, hanno di solito meno tesisti e più tempo da dedicarti. E ascolta le lezioni con un occhio diverso nell'ultimo anno: il modo in cui un docente spiega, risponde alle domande e tratta gli studenti in aula anticipa parecchio di come ti seguirà nella tesi.
Prepara una rosa di due o tre nomi, in ordine di preferenza. I docenti più richiesti raggiungono in fretta il numero massimo di tesisti: avere un piano B ti evita di ripartire da zero a ridosso delle scadenze.
La competenza non basta: valuta disponibilità e metodo
Un luminare che risponde alle email ogni tre settimane può rallentarti più di un ricercatore meno noto ma presente. Ogni docente ha uno stile: c'è chi fissa incontri regolari e corregge capitolo per capitolo, chi vuole vedere solo la bozza completa, chi delega quasi tutto al correlatore. Nessun approccio è sbagliato in sé: deve però essere compatibile con il tuo modo di lavorare e con i tuoi tempi.
Le domande da fare a chi si è già laureato con lui
Il modo più affidabile per scoprirlo è parlare con laureandi e laureati recenti dello stesso relatore. Chiedi cose concrete:
- Quanto tempo passa tra la consegna di un capitolo e la correzione?
- Le indicazioni sono chiare o generiche ("sistemare", "approfondire")?
- Ha mai fatto slittare la laurea di qualcuno? Per quale motivo?
- È raggiungibile a ricevimento o risponde solo via email?
Due o tre testimonianze coerenti valgono più di qualsiasi impressione a lezione. Anche i gruppi social del corso di laurea aiutano, tenendo conto che chi scrive lì tende a raccontare soprattutto le esperienze estreme, nel bene e nel male.
Quando muoversi e come scrivere la prima email
La regola generale: muoviti prima di finire gli esami. Per una triennale, contatta il relatore con almeno 4-6 mesi di anticipo sulla sessione in cui vuoi laurearti; per una magistrale o una tesi sperimentale servono spesso 8-12 mesi, perché raccolta dati e analisi hanno tempi propri. Controlla anche le scadenze ufficiali del tuo corso: molti atenei richiedono l'assegnazione formale della tesi con un anticipo minimo stabilito dal regolamento.
Se studi in una università telematica, la procedura è spesso diversa: in molti atenei online il relatore si richiede tramite piattaforma, a volte indicando solo la materia, e il margine di scelta sul docente è ridotto. In quel caso i criteri di questa guida ti servono comunque, ma applicali alla scelta della materia e alla prima interazione con il docente assegnato.
La prima email conta: i docenti ricevono decine di richieste e rispondono prima a quelle chiare. Tienila breve e concreta:
Oggetto: Richiesta tesi in [materia] - [Nome Cognome, corso di laurea]
Gentile Professore/Professoressa, sono [nome], studente/studentessa di [corso]. Ho sostenuto con Lei l'esame di [materia] con votazione [voto]. Vorrei chiederLe la disponibilità a seguirmi come relatore per una tesi su [tema, in una riga]. Avrei individuato due possibili tagli: [idea 1] e [idea 2]. Sarei disponibile a un ricevimento per parlarne. Grazie, [firma]
Evita gli errori classici: email senza oggetto, richieste generiche ("vorrei fare la tesi con Lei, mi dica Lei l'argomento"), allegati pesanti al primo contatto. E se dopo una decina di giorni non ricevi risposta, un sollecito cortese è del tutto normale.
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Il colloquio preliminare: cosa portare e cosa osservare
Se il docente si dice disponibile, il ricevimento è il vero momento della scelta, per entrambi. Presentati preparato:
- Uno schema di una pagina: tema, domanda a cui vuoi rispondere, 4-5 punti di possibile indice, due o tre fonti già individuate.
- Le tue tempistiche: la sessione in cui vorresti laurearti e gli esami che ti mancano.
- Due o tre domande sul metodo: ogni quanto prevede incontri, come preferisce ricevere i capitoli, chi sarà l'eventuale correlatore.
Durante il colloquio osserva i segnali. Un buon relatore fa domande sul tuo tema, propone aggiustamenti motivati e ti dice con franchezza se i tempi sono realistici. Diffida delle risposte vaghe su tempi e modalità di correzione: quello che è nebuloso al primo incontro difficilmente diventa chiaro dopo. Alla fine, riepiloga per email quanto concordato: argomento, prossimi passi, scadenze. Metterlo per iscritto evita fraintendimenti e ti dà un riferimento se le versioni dovessero divergere.
Scadenze, moduli e numero massimo di tesisti
La parte burocratica sembra un dettaglio, ma è la causa più frequente di lauree rimandate. Verifica sul sito del tuo corso o in segreteria:
- la scadenza per l'assegnazione ufficiale della tesi (spesso alcuni mesi prima della discussione);
- il modulo di deposito del titolo e chi deve firmarlo;
- il numero massimo di tesisti per docente, dove previsto dal regolamento;
- le scadenze di consegna dell'elaborato finale, che di norma precedono la seduta di alcune settimane.
Segna tutte le date in un calendario a ritroso: dalla seduta di laurea risali alla consegna, dalla consegna all'ultima correzione del relatore, e così via fino a oggi. È il modo più semplice per capire se la sessione che hai in mente è davvero raggiungibile.
Relatore che non risponde o rapporto che non funziona
Succede: capitoli fermi un mese senza riscontro, indicazioni contraddittorie, incontri sempre rimandati. Prima di pensare al peggio, procedi per gradi. Manda un sollecito garbato con una richiesta precisa ("Le chiedo un riscontro sul capitolo 2 entro fine mese, per rispettare la scadenza di deposito"). Se il silenzio continua, presentati a ricevimento di persona. Se nemmeno questo funziona, puoi rivolgerti al coordinatore del corso di laurea, che ha il compito di sbloccare situazioni del genere.
Cambiare relatore è possibile in quasi tutti gli atenei, con un modulo di rinuncia o riassegnazione: informati subito su tempi e modalità, perché più aspetti più il cambio diventa costoso in termini di lavoro già svolto. Meglio un cambio a metà percorso che una tesi trascinata per sessioni intere.
Diverso è il caso del relatore esigente: correzioni fitte e richieste di riscrittura non sono un cattivo segno, anzi. Su come trasformare i commenti in una tesi migliore trovi una guida su come gestire i feedback del relatore; e se i capitoli tornano indietro pieni di segni rossi su forma e stile, un servizio professionale di revisione della tesi ti aiuta a consegnare testi già puliti, riducendo i giri di correzione.
Gli errori più comuni nella scelta del relatore
Per chiudere, gli sbagli che vediamo più spesso tra gli studenti che seguiamo:
- Scegliere solo per fama. Il professore più titolato del dipartimento non è automaticamente il più adatto a seguire la tua tesi, specie se ha già molti tesisti e dottorandi.
- Scegliere solo per "manica larga". Il relatore che "fa laureare tutti senza problemi" spesso significa correzioni superficiali e una discussione in cui sei solo davanti alla commissione.
- Muoversi all'ultimo. Chiedere la tesi a esami appena finiti significa trovare i docenti migliori già al completo e accettare il primo disponibile.
- Ignorare il regolamento. Scadenze di assegnazione e deposito non si negoziano: vanno lette prima, non quando arriva la mail della segreteria.
- Non mettere nulla per iscritto. Argomento, tagli concordati e scadenze intermedie vanno riepilogati via email dopo ogni incontro.
Scegliere il relatore con metodo richiede qualche settimana di lavoro in più all'inizio, ma è tempo che recuperi con gli interessi durante la stesura. E se vuoi arrivare al primo colloquio con un progetto già solido, o affrontare la scrittura con un supporto costante, sapere come funziona il nostro servizio ti costa solo cinque minuti di lettura.
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Preventivo gratuitoDomande frequenti
Le risposte rapide.
Quando devo contattare il relatore della tesi?
Prima di finire gli esami: per una triennale con almeno 4-6 mesi di anticipo sulla sessione di laurea, per una magistrale o una tesi sperimentale anche 8-12 mesi. Controlla comunque le scadenze di assegnazione previste dal regolamento del tuo corso, perché variano da ateneo ad ateneo.
Quanti tesisti può seguire un relatore?
Dipende dall'ateneo: molti regolamenti fissano un numero massimo di tesisti per docente, altri lasciano la scelta al professore. I docenti più richiesti si riempiono in fretta, quindi conviene muoversi presto e avere sempre un secondo nome di riserva.
Come si scrive la prima email al relatore?
Breve e concreta: oggetto chiaro, chi sei, l'esame sostenuto con il docente e il voto, il tema che proponi in una riga e due possibili tagli, più la richiesta di un ricevimento. Evita richieste generiche in cui chiedi al docente di scegliere l'argomento al posto tuo.
Cosa faccio se il relatore non risponde alle email?
Dopo una decina di giorni manda un sollecito cortese con una richiesta precisa e una scadenza motivata. Se il silenzio continua, presentati a ricevimento; come ultimo passo puoi rivolgerti al coordinatore del corso di laurea, che può intervenire per sbloccare la situazione.
Posso cambiare relatore se non mi trovo?
Sì, quasi tutti gli atenei prevedono una procedura di rinuncia o riassegnazione tramite modulo. Informati subito su tempi e modalità: più il lavoro avanza, più cambiare diventa oneroso, quindi è meglio decidere presto che trascinare un rapporto che non funziona.
Che differenza c'è tra relatore e correlatore?
Il relatore è il docente responsabile della tesi: approva argomento e indice, corregge i capitoli e la presenta in commissione. Il correlatore è una figura di supporto, spesso un secondo docente o un dottorando, che segue la parte tecnica e fornisce feedback più frequenti. È comune soprattutto nelle tesi magistrali e sperimentali.
Il relatore influisce sul voto di laurea?
Sì: di norma è il relatore a proporre alla commissione i punti da assegnare alla tesi, entro i limiti previsti dal regolamento del corso. Un relatore che conosce bene il tuo lavoro e lo ha seguito con attenzione lo difende meglio in sede di discussione.
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