Aiuto tesi di laurea

I ringraziamenti della tesi: come scriverli

I ringraziamenti sono l'unica pagina davvero tua in tutta la tesi. Nessuno ti obbliga a scriverli, ma tutti li leggeranno. Ecco a chi rivolgerli, in che ordine, con che tono e una serie di esempi pronti da adattare.

Studentessa scrive i ringraziamenti della tesi di laurea

I ringraziamenti della tesi sono l'unica pagina in cui puoi mettere da parte il registro accademico e parlare con la tua voce. Non sono obbligatori, non fanno punteggio e la commissione di rado li commenta. Eppure sono la prima pagina che genitori, nonni e amici cercheranno quando sfoglieranno la copia stampata. Per questo vale la pena scriverli bene: servono poche righe sincere, un minimo di ordine e qualche accortezza di galateo accademico. In questa guida trovi tutto quello che ti serve, esempi compresi.

Perché scriverli, anche se non sono obbligatori

Nessun regolamento di ateneo impone i ringraziamenti: sono una pagina facoltativa, e ometterli non è scortese né penalizzante. Molti laureandi però li inseriscono, per almeno tre buone ragioni.

  • Chiudono un percorso. La tesi è il traguardo di anni di esami, rinunce e sedute in biblioteca. Una pagina di ringraziamenti dà a quel percorso un finale umano, non solo bibliografico.
  • Riconoscono chi ti ha aiutato davvero. Il relatore che ha risposto alle mail di domenica, il collega che ti ha passato gli appunti, chi ti ha pagato le tasse universitarie: nero su bianco, per sempre.
  • Restano. La copia della tesi finisce in libreria a casa dei tuoi. Tra vent'anni nessuno rileggerà il capitolo sulla metodologia, ma i ringraziamenti sì.

Detto questo, se non ti va di scriverli o non sapresti cosa dire, salta la pagina senza sensi di colpa. Meglio nessun ringraziamento che un ringraziamento copiato e freddo.

A chi rivolgere i ringraziamenti (e in che ordine)

Non esiste una regola scritta, ma esiste una consuetudine consolidata: si parte dalle figure accademiche e si scende via via verso la sfera personale. Un ordine sensato è questo.

  1. Relatore (ed eventuale correlatore): si ringraziano per primi, con tono formale. Cita la disponibilità, i consigli, la pazienza nelle revisioni. Anche se il rapporto è stato difficile, resta cortese: quella pagina la leggerà anche lui.
  2. Docenti, tutor ed enti che hanno contribuito al lavoro: il tutor del tirocinio, l'azienda che ti ha ospitato, il laboratorio che ti ha fornito i dati, chi ha risposto alle interviste o ai questionari. Se la tesi nasce da un'esperienza in azienda, questo ringraziamento è quasi dovuto.
  3. Famiglia: genitori, fratelli, nonni. Chi ha sostenuto il percorso, economicamente ed emotivamente. È di solito la parte più sentita.
  4. Partner: fidanzato, fidanzata, marito o moglie. Chi ha sopportato le tue crisi da consegna e i weekend sacrificati merita una riga tutta sua.
  5. Amici e colleghi di corso: i compagni di studio, chi c'era ai pranzi al sacco fuori dall'aula, chi ti ha prestato gli appunti dopo un'assenza.

Un consiglio pratico: fai i nomi, ma con misura. "Grazie a tutti i miei amici" non dice nulla; tre nomi con un motivo ciascuno valgono più di un elenco telefonico. E se temi di dimenticare qualcuno, chiudi con una formula aperta: "e a tutti quelli che, anche solo con una parola, hanno reso più leggero questo percorso".

Chi è meglio non citare

Evita riferimenti che potrebbero invecchiare male o metterti in imbarazzo il giorno della discussione: l'ex con cui sei ai ferri corti, il docente con cui hai litigato, battute troppo private che solo due persone al mondo capirebbero. La tesi resta depositata: scrivi solo ciò che rileggeresti volentieri tra dieci anni.

Dove si mettono i ringraziamenti nella tesi

Le posizioni accettate sono due, e la scelta è tua (salvo diversa indicazione del tuo ateneo: controlla sempre il regolamento o le linee guida del corso).

  • All'inizio, subito dopo il frontespizio e l'eventuale dedica, prima dell'indice. È la collocazione più tradizionale.
  • Alla fine, dopo le conclusioni e prima della bibliografia (o dopo, come ultimissima pagina). Ha una sua logica narrativa: prima il lavoro, poi il grazie.

Due dettagli tecnici che spesso sfuggono: la pagina dei ringraziamenti di norma non si numera nell'indice come un capitolo (molti la escludono del tutto dal sommario) e non va confusa con la dedica, che è una singola riga a inizio tesi ("Ai miei genitori"). Puoi avere entrambe: dedica breve davanti, ringraziamenti estesi dove preferisci.

Quanto devono essere lunghi

La lunghezza è libera: da poche righe a una pagina. Oltre la pagina si scivola quasi sempre nel diario personale, e l'effetto si diluisce. La regola d'oro è una sola: meglio brevi e sentiti che lunghi e generici.

Come riferimento pratico: 100-200 parole bastano per ringraziare relatore, famiglia e due o tre persone care con un motivo specifico ciascuna. Se ti accorgi che stai scrivendo la cronistoria dei tuoi anni universitari, taglia: quella parte raccontala alla festa di laurea, non nella tesi.

Che tono usare: formale, affettuoso o ironico

Il tono giusto dipende da te e dal tipo di tesi, ma una gerarchia interna aiuta sempre.

  • Con il relatore: formale. "Ringrazio il Professor Rossi", mai "grazie prof, sei un grande". Dai del Lei o usa la terza persona, cita il titolo accademico corretto (Professore, Dottore, Chiar.mo se il tuo ateneo lo usa).
  • Con la famiglia: caldo ma composto. Puoi commuovere senza sdolcinature. Una frase concreta ("a mia madre, che non mi ha mai chiesto quando mi laureo") vale più di dieci aggettivi.
  • Con amici e partner: come vi parlate davvero. Qui puoi permetterti ironia e complicità, purché comprensibili anche a chi legge da fuori.

L'unico vero requisito è la sincerità: i ringraziamenti finti o copiati da internet si riconoscono alla prima riga. Se la tua tesi è molto formale (giurisprudenza, medicina, un dottorato), valuta un registro più contenuto anche nella parte personale: l'ironia va benissimo, il tono da post sui social un po' meno.

Come scrivere i ringraziamenti in 5 passi

Se davanti alla pagina bianca ti blocchi, procedi con metodo, come per qualsiasi altra parte della tesi.

  1. Fai la lista delle persone. Scrivi tutti i nomi che ti vengono in mente, senza filtro: relatore, tutor, famiglia, amici, colleghi, il barista sotto casa se serve.
  2. Per ciascuno annota un motivo concreto. Non "mi è stato vicino", ma cosa ha fatto: ha riletto i capitoli, ti ha prestato gli appunti, ti ha ospitato nelle settimane pre-consegna.
  3. Ordina dal formale al personale. Relatore e figure accademiche in apertura, poi famiglia, partner, amici.
  4. Scrivi di getto, poi taglia. Prima stesura libera; alla rilettura elimina le frasi fatte ("ultimo ma non meno importante", "senza di voi nulla sarebbe stato possibile") e tieni solo ciò che è tuo.
  5. Rileggi ad alta voce e fai rileggere. Se una frase ti imbarazza letta ad alta voce, imbarazzerà anche sulla carta. Un occhio esterno intercetta refusi e cadute di tono che tu non vedi più.

I ringraziamenti sono l'ultima pagina, ma prima c'è tutto il resto della tesi.

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Esempi di ringraziamenti pronti da adattare

Usali come base, non come testo definitivo: sostituisci i dettagli generici con episodi reali. È quello il passaggio che trasforma una formula in un ringraziamento vero.

Per il relatore e il correlatore

"Ringrazio il Professor [nome], relatore di questa tesi, per la disponibilità, la precisione e i preziosi consigli che mi hanno accompagnato in ogni fase del lavoro. Un ringraziamento anche al Dottor [nome], correlatore, per gli spunti critici e la pazienza nelle revisioni."

Per la famiglia

"Grazie ai miei genitori, che hanno reso possibile questo percorso con il loro sostegno silenzioso e costante, e che non mi hanno mai fatto pesare una scelta. A mia sorella, che ha ascoltato ogni mia crisi fingendo interesse per la mia bibliografia: questo traguardo è anche vostro."

Per il fidanzato o la fidanzata

"A [nome], che ha sopportato le mie ansie da consegna, i weekend passati sui libri e le cene monotematiche sulla tesi: grazie per esserci stato sempre, anche quando ero insopportabile. Prometto che da domani cambierò argomento."

Per amici e colleghi di corso

"Grazie ai compagni di questi anni, con cui ho condiviso appunti, caffè alle macchinette e la sana convinzione che 'tanto poi recupero': senza di voi l'università sarebbe stata solo una lista di esami."

Versione breve completa

"Desidero ringraziare il Professor [nome] per la guida attenta durante la stesura di questo lavoro. Grazie alla mia famiglia, che ha creduto in me anche quando io non ci credevo, e a chi mi è stato accanto in questi anni, nei giorni buoni e in quelli storti."

Ringraziamento di laurea: il discorso dopo la proclamazione

Il ringraziamento di laurea non vive solo sulla carta: molti laureandi dicono due parole di grazie anche a voce, alla fine della discussione o subito dopo la proclamazione, davanti a commissione, parenti e amici. Le regole cambiano da ateneo ad ateneo (in alcune sedute i tempi sono contingentati e non è previsto alcun intervento), quindi osserva come si comportano gli altri candidati o chiedi in segreteria.

Se lo spazio c'è, tieni il discorso sotto il minuto: un grazie alla commissione e al relatore, uno alla famiglia, una battuta se ti viene naturale. Non rileggere la pagina dei ringraziamenti parola per parola: a voce funziona ciò che è spontaneo. E se vuoi arrivare preparato all'intera esposizione, non solo al finale, qui trovi i consigli per discutere la tesi e il servizio dedicato al discorso di discussione.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

  • Copiare da internet parola per parola. I ringraziamenti fotocopia si riconoscono subito, soprattutto dal relatore che ne legge decine ogni sessione. Parti pure da un esempio, ma riempilo di dettagli tuoi.
  • Dimenticare il relatore. Se decidi di scrivere i ringraziamenti, ometterlo è una scortesia vistosa. In caso di rapporti tesi, basta una riga sobria e istituzionale.
  • Esagerare con l'intimità. Soprannomi imbarazzanti, dediche criptiche, frecciatine: la tesi è un documento che resta depositato in ateneo. Sobrietà.
  • Trasformarli in un'autobiografia. Una pagina al massimo. Il racconto epico dei tuoi sei anni fuori corso tienilo per la festa.
  • Consegnarli senza rileggerli. Un refuso nel nome del relatore è l'ultimo errore che vuoi fare. Rileggi, e fai rileggere a qualcuno di fresco.

Ultimo promemoria: i ringraziamenti si scrivono alla fine, quando capitoli, conclusioni e bibliografia sono chiusi. Sono la ciliegina: prima assicurati che la torta regga. Se vuoi una mano su struttura, forma o controllo antiplagio, un supporto professionale per la tesi ti fa arrivare alla consegna senza notti insonni.

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Domande frequenti

Le risposte rapide.

I ringraziamenti della tesi sono obbligatori?

No, sono una pagina facoltativa: nessun regolamento di ateneo li impone e ometterli non comporta penalizzazioni. Molti laureandi li inseriscono comunque per chiudere il lavoro con un tocco personale e riconoscere chi li ha sostenuti durante il percorso.

Dove si mettono i ringraziamenti nella tesi?

Le posizioni accettate sono due: all'inizio, subito dopo il frontespizio e prima dell'indice, oppure alla fine, dopo le conclusioni. Non esiste una regola fissa: scegli la collocazione che preferisci, salvo indicazioni diverse del tuo ateneo.

Quanto devono essere lunghi i ringraziamenti?

Da poche righe a una pagina al massimo. Come riferimento, 100-200 parole bastano per ringraziare relatore, famiglia e le persone più care con un motivo concreto ciascuna. Meglio un testo breve e sincero che un elenco lungo e generico.

Devo ringraziare per forza il relatore?

Se scrivi i ringraziamenti, sì: per consuetudine il relatore si ringrazia per primo, con tono formale. Ometterlo verrebbe notato. Se il rapporto è stato difficile, è sufficiente una riga sobria e istituzionale sulla disponibilità e sui consigli ricevuti.

Posso ringraziare il mio fidanzato o la mia fidanzata nella tesi?

Certo, è molto comune: il partner si ringrazia di solito dopo la famiglia, con un tono affettuoso ma comprensibile anche a chi legge da fuori. Evita soprannomi imbarazzanti e riferimenti troppo privati: la tesi resta depositata in ateneo.

I ringraziamenti si leggono durante la discussione?

Di norma no: la pagina scritta resta nella tesi. In molti atenei, però, il laureando può dire un breve ringraziamento a voce dopo la proclamazione. Se lo fai, resta sotto il minuto e non rileggere la pagina parola per parola: a voce funziona la spontaneità.

Posso usare un tono ironico nei ringraziamenti?

Sì, nella parte dedicata ad amici e partner l'ironia funziona bene, purché resti comprensibile e non scada nel tono da social. Con relatore e figure accademiche mantieni invece un registro formale, soprattutto se la tesi è di ambito molto serio.